Ti conviene il fondo pensione?
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Quootami
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«Ho 35 anni e guadagno €35.000. Mi conviene il fondo pensione?»
La risposta dipende dalla tua aliquota IRPEF, dai costi del fondo e da quanti anni mancano alla pensione. Il calcolatore qui sotto ti dà il numero sul tuo caso.
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€5.300
deducibili ogni anno
20%
tassazione rendimenti
9–15%
all'uscita, non 23–43%
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Tramite il CCNL (col contributo del datore) o da solo.
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Il fondo investe
Rendimenti tassati al 20% invece del 26%.
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Alla pensione l’imposta scende dal 15% al 9%.
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RichiediI tuoi dati passano da una tappa all'altra: non li ripeti mai.
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Dal primo calcolo fino all'iscrizione: una guida in ogni fase della previdenza complementare.
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Ti aiutiamo a trovare la forma più adatta: negoziale, aperto o piano individuale.
La linea di investimento giusta per la tua età e quanti anni mancano alla pensione.
Quando e quanto puoi anticipare per casa, spese sanitarie o altre esigenze.
Hai già un fondo che costa troppo? Confrontiamo e, se conviene, ti assistiamo nel passaggio.
Ti accompagniamo passo passo fino all’iscrizione al fondo scelto.
Stima immediata del vantaggio fiscale in base a età, reddito e versamento annuo. Il calcolo personalizzato completo lo fa Quootami.
Il versamento è deducibile fino a €5.300/anno.
Risparmio IRPEF stimato
€ 1.050/anno
€ 33.600 cumulati in 32 anni di versamenti
Patrimonio stimato a 67 anni, al netto di costi e tasse.
Ipotesi: 3.000 € versati ogni anno per 32 anni. Rendimento lordo 4%/anno. Nel fondo i rendimenti scontano il 20% annuo, la prestazione dal 15% al 9% sui contributi dedotti, e il risparmio IRPEF resta all'iscritto. Nel fai-da-te in ETF nessuna deduzione, costo 0,3% e plusvalenze al 26% all'uscita.
Stima indicativa, non costituisce consulenza finanziaria o fiscale. Ipotesi: scaglioni IRPEF 2025 (escluse addizionali regionali e comunali: il risparmio reale è leggermente superiore), rendimento lordo 4%/anno tassato al 20%, pensione a 67 anni, tassazione finale dal 15% al 9% sui contributi dedotti. Il risultato reale dipende dal fondo scelto, dai suoi costi (ISC) e dall'andamento dei mercati.
I tre vantaggi fiscali in numeri, e il fattore che decide il risultato: il costo del fondo.
€5.300
deducibili ogni anno dal reddito IRPEF
20%
tassazione dei rendimenti, contro il 26% degli altri investimenti
9–15%
tassazione finale all'uscita, contro il 23–43% IRPEF
Protetto
capitale impignorabile, fuori dall'asse ereditario ed esente da bollo
Range indicativi dell'Indicatore Sintetico dei Costi per tipologia. Fonte: rilevazioni COVIP.
Esempio: 40 anni, reddito €40.000, versamento €5.000/anno per 27 anni, rendimento lordo 4%. Con queste ipotesi il risparmio IRPEF è di €1.330/anno (aliquota media 27%) e la tassazione all'uscita dell'11,4%. Le barre mostrano il risultato finale rispetto al fai-da-te in ETF.
Il fondo pensione applica un'aliquota agevolata sui contributi dedotti: 15%, che scende dello 0,30% per ogni anno oltre il 15° fino al 9%. Fuori dal fondo, gli stessi importi sconterebbero l'IRPEF ordinaria.
Fotografia del mercato dei fondi pensione in Italia e quanto costano davvero, per tipo di fondo.
291
forme pensionistiche
11,1
+4,1%milioni di posizioni
243,4
+8,5%miliardi € di risorse
20,5
+7,0%miliardi € di contributi
Costo medio annuo per comparto: il fondo negoziale costa sempre meno, il PIP di più.
Garantito
Obbligazionario
Bilanciato
Azionario
Scala 0–3%. Valori medi ISC · elaborazione su dati COVIP.
Range minimo–massimo e valore medio dell'Indicatore Sintetico dei Costi, per comparto e tipo di fondo. Più l'ISC è basso, più rendimento resta all'iscritto.
| Comparto | Fondo negoziale | Fondo aperto | Piano individuale | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Min | Media | Max | Min | Media | Max | Min | Media | Max | |
| Garantito | 0,25 | 0,678 | 1,15 | 0,65 | 1,182 | 2,22 | 1,20 | 1,873 | 2,58 |
| Obbligazionario | 0,13 | 0,375 | 0,71 | 0,63 | 1,066 | 1,65 | 0,58 | 1,941 | 2,70 |
| Bilanciato | 0,16 | 0,386 | 0,73 | 0,78 | 1,445 | 2,13 | 1,42 | 2,142 | 2,90 |
| Azionario | 0,24 | 0,392 | 0,75 | 0,83 | 1,722 | 2,58 | 1,04 | 2,630 | 4,07 |
Colonna in evidenza = valore medio. Elaborazione su dati COVIP · fine 2024. I costi variano nel tempo e vanno verificati sul singolo fondo prima dell'adesione.
Quootami non vende prodotti propri: confronta i fondi sul mercato e consiglia quello adatto al tuo caso, anche quando la risposta è «non ti conviene».
| Caratteristica | Quootami | Banche e assicurazioni | Siti comparatori |
|---|---|---|---|
| Calcolo personalizzato del vantaggio | Disponibile | Parziale | Parziale |
| Confronto indipendente tra più fondi | Disponibile | Non disponibile | Disponibile |
| Nessun prodotto proprio da vendere | Disponibile | Non disponibile | Parziale |
| Una persona vera che ti segue | Disponibile | Parziale | Non disponibile |
| Assistenza fino alla firma | Disponibile | Parziale | Non disponibile |
Quootami può ricevere una commissione dal fornitore solo se attivi un contratto: il confronto e la consulenza restano gratuiti per te.
Non sempre: dipende dalla tua aliquota IRPEF marginale, dal costo del fondo (ISC) e dall'orizzonte temporale. Più alta è l'aliquota e più lungo è l'orizzonte, più conviene. Quootami fa un calcolo personalizzato per dirti in euro quanto guadagni.
I versamenti riducono il reddito imponibile fino a €5.300/anno (limite elevato da €5.164,57 dalla Legge di Bilancio 2026, L. 199/2025, con decorrenza 1° gennaio 2026). Con reddito di €35.000 e versamento di €5.000, il risparmio IRPEF è di circa €1.750/anno (aliquota marginale 35%). Usa il calcolatore in questa pagina per la stima sul tuo reddito.
Al 20% invece del 26% degli altri strumenti finanziari; la parte investita in titoli di Stato è tassata al 12,5%. Il fondo pensione è inoltre esente dall'imposta di bollo dello 0,2%.
Il costo si misura con l'ISC (Indicatore Sintetico dei Costi): indicativamente 0,2–0,8% per i fondi negoziali di categoria, 0,8–1,5% per i fondi aperti, 1,5–3,5% per i PIP assicurativi. A parità di vantaggio fiscale, il costo è il fattore che pesa di più sul risultato finale: per questo Quootami lo confronta per primo.
Al momento della pensione (con almeno 5 anni di partecipazione). Prima sono possibili anticipi per spese sanitarie (75%, in qualsiasi momento), acquisto/ristrutturazione prima casa (75%, dopo 8 anni) e altre esigenze (30%, dopo 8 anni).
Dopo 12 mesi di disoccupazione puoi riscattare il 50% della posizione; dopo 48 mesi il 100%, con tassazione agevolata al 15% (che scende fino al 9%). In alternativa esiste la RITA, la rendita anticipata fino a 10 anni prima della pensione.
Sì, dopo almeno 2 anni puoi trasferire l'intera posizione a un altro fondo senza penali e senza tassazione, mantenendo l'anzianità di partecipazione maturata.
In azienda il TFR si rivaluta dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione, e all'incasso sconta la tassazione separata (di fatto mai sotto il 23%). Nel fondo pensione il rendimento dipende dal comparto scelto, la tassazione finale scende dal 15% al 9% e — soprattutto — può scattare il contributo del datore di lavoro. Non è una scelta uguale per tutti: dipende da orizzonte temporale, comparto e CCNL applicato.
Sì, se aderisci al fondo di categoria e versi la tua quota, molti CCNL obbligano il datore a versare la sua: è retribuzione aggiuntiva che non spetta a chi lascia il TFR in azienda. La percentuale varia da contratto a contratto e va verificata sull'accordo applicato al tuo rapporto di lavoro.
Dal 1° luglio 2026 chi viene assunto nel settore privato è iscritto automaticamente al fondo pensione previsto dal proprio CCNL, con il versamento del TFR. Per rinunciare o scegliere diversamente ci sono 60 giorni dall'assunzione (prima il termine era di sei mesi). È il cosiddetto silenzio-assenso.
La posizione viene liquidata ai beneficiari che hai designato — anche fuori dalla famiglia — e, in loro assenza, agli eredi legittimi. Ai beneficiari si applica la tassazione agevolata dal 15% al 9%, e il capitale è esente dall'imposta di successione perché non entra nell'asse ereditario. Per questo la designazione dei beneficiari va compilata e tenuta aggiornata.
Guide brevi, con le fonti di legge citate: cosa prevede la norma, cosa resta escluso e cosa conviene valutare.
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